La pressione di essere un regista nell'era dell'IA

News

La pressione di essere un regista nell'era dell'IA

17:23

L'intelligenza artificiale sta trasformando molte fasi della produzione cinematografica e il vantaggio competitivo appartiene a chi sa sfruttare la potenza della tecnologia, combinandola con creatività, emozioni, pensiero umanistico e responsabilità.
Il regista Phạm Vĩnh Khương all'evento Master AI Filmmaking. Foto: NV

Il regista Phạm Vĩnh Khương all'evento Master AI Filmmaking. Foto: NV

L'intelligenza artificiale (IA) si sta insinuando in quasi tutte le fasi della produzione cinematografica, dalla sceneggiatura al visual design, dalla creazione delle scenografie al montaggio e alla post-produzione. Compiti che un tempo richiedevano intere troupe ora possono essere supportati in modo più rapido ed efficiente.

Tuttavia, intervenendo all'Ho Chi Minh City Tech Festival (Conviction 2026), il regista Phạm Vĩnh Khương ha sottolineato che la velocità e la capacità di generazione delle macchine non determinano il valore di un'opera.

“L'IA può aiutarci a creare immagini più velocemente, a testare più idee e a ridurre alcuni limiti legati alle risorse. Ma la tecnologia non può decidere autonomamente quale storia meriti di essere raccontata, quali emozioni debbano essere preservate o quale spirito debba trasmettere un'inquadratura. Queste scelte restano prerogativa dell'essere umano”, ha analizzato il regista Phạm Vĩnh Khương.

Questa non è solo una visione professionale. È anche un'affermazione del fatto che il cinema, pur indossando le vesti della tecnologia moderna, affonda ancora le sue radici nel cuore, nell'esperienza e nell'empatia di chi fa film.

Immagini in diretta dal Tech Day di Ho Chi Minh City. Foto: NV

Immagini in diretta dal Tech Day di Ho Chi Minh City. Foto: NV

L'IA può supportare i cineasti dallo sviluppo dell'idea alla creazione dei personaggi, dalla costruzione delle scenografie all'elaborazione del suono fino alla post-produzione. Molte opzioni possono essere testate in tempi più brevi, riducendo così alcune operazioni ripetitive durante il processo produttivo.

Tuttavia, le capacità della tecnologia sollevano interrogativi sul ruolo dell'artista. Il regista Phạm Vĩnh Khương pone il problema: “L'IA ucciderà il lavoro artigianale dell'uomo?”.

L'IA può aiutare a snellire il processo di produzione cinematografica e a ridurre la dipendenza da grandi attrezzature o risorse. La tecnologia supporta anche la produzione di contenuti tramite smartphone, creando maggiori opportunità per singoli individui o piccoli gruppi creativi di realizzare le proprie idee.

Tuttavia, ridurre i tempi di produzione non significa che l'IA possa creare autonomamente un'opera completa. Il film necessita ancora dell'uomo per definire la storia, scegliere il linguaggio visivo, organizzare le emozioni e assumersi la responsabilità del messaggio finale.

Il regista ha dichiarato di aver sperimentato l'IA in diverse tipologie di prodotti come cortometraggi, lungometraggi, video musicali, immagini digitali e contenuti di ricostruzione storica. L'unità ha inoltre presentato il sistema AS - Art Supper/AestheticSynth, applicato nel processo di produzione cinematografica tramite IA.

La tecnologia sta cambiando il modo in cui i prodotti cinematografici prendono forma. In passato, il regista doveva coordinare attori, macchine, scenografie e troupe. Utilizzando l'IA, i cineasti devono saper descrivere le proprie idee, formulare richieste e selezionare i risultati più idonei tra le molteplici opzioni generate dalla tecnologia.

Immagini dall'evento. Foto: NV

Immagini dall'evento. Foto: NV

Il regista Phạm Vĩnh Khương definisce questo processo come un “dialogo con la tecnologia”. L'IA può generare immagini su richiesta, ma l'utente deve comunque orientare, valutare e decidere quali dettagli mantenere nell'opera.

I contenuti discussi al Conviction 2026 dimostrano che l'IA sta diventando un nuovo strumento nella produzione cinematografica. La tecnologia aiuta i cineasti a sperimentare di più e a realizzare idee che un tempo richiedevano ingenti risorse. Tuttavia, il messaggio sottolineato durante l'evento è chiaro: “Chi decide la storia e il valore dell'opera deve rimanere l'essere umano”.