Il cinema vietnamita è uno dei rari mercati in Asia a registrare una crescita spettacolare dopo la pandemia e a vantare uno dei tassi di localizzazione più alti al mondo.
Il patrimonio della nonna del cinema thailandese non è solo un successo al botteghino, ma è stato anche selezionato per gli Oscar - Foto: ĐPCC
Tuttavia, questo sviluppo nasconde un paradosso: un'industria cinematografica capace di trionfare in patria, ma ancora assente sulla mappa mondiale.
Nel 2025, con un fatturato totale di 5.593 miliardi di VND (circa 215 milioni di USD), il mercato cinematografico vietnamita ha superato la Thailandia, posizionandosi al secondo posto nel Sud-est asiatico, dietro l'Indonesia (oltre 300 milioni di USD). Su scala globale, il mercato cinematografico vietnamita si colloca tra la 20ª e la 25ª posizione.
Nonostante ciò, in termini di posizionamento internazionale, il cinema vietnamita è ancora lontano dalla Thailandia, che rimane il miglior esportatore della regione. Nel 2025, il film "How to Make Millions Before Grandma Dies" è diventato un fenomeno in tutto il Sud-est asiatico e in Cina, vendendo i diritti di distribuzione in 129 mercati internazionali e incassando 73 milioni di USD a livello globale. Il film è stato inoltre inserito nella "shortlist" degli Oscar. Al contrario, i film vietnamiti con i maggiori incassi internazionali (come "Mai" e "Thỏ ơi!" di Trấn Thành) hanno raggiunto ricavi tra 1,5 e 2 milioni di USD, rivolgendosi principalmente alla diaspora vietnamita.
Ròm è un film raro che ha ottenuto sia un buon incasso (64 miliardi di dong) sia un premio al prestigioso festival del cinema di Busan - Foto: ĐPCC
Forte in patria, debole all'estero
Guardando dall'interno, il cinema vietnamita sta vivendo una fase di crescita senza precedenti: gli incassi al botteghino battono record costanti, i film locali dominano il mercato interno e il numero di nuovi progetti aumenta a un ritmo vertiginoso. Tuttavia, guardando dall'esterno, sulla mappa cinematografica mondiale, la presenza del Vietnam rimane piuttosto tenue. I film vietnamiti appaiono raramente nelle selezioni ufficiali dei festival di categoria A, ed è ancora più raro che riescano a creare un impatto sufficiente per penetrare nei mercati internazionali.
Una delle cause fondamentali di questo paradosso risiede nel funzionamento del mercato cinematografico vietnamita. Con la rapida crescita del botteghino interno, la maggior parte dei produttori tende a privilegiare progetti che garantiscano un rapido ritorno sull'investimento, adatti ai gusti del grande pubblico e capaci di sfruttare al massimo i "momenti d'oro" delle uscite annuali.
In altre parole, il cinema vietnamita si sta espandendo in termini di ampiezza di mercato, ma manca ancora della profondità necessaria per lasciare un segno duraturo sulla mappa cinematografica mondiale. Negli ultimi anni, alcuni film vietnamiti sono approdati a festival internazionali di categoria A come Cannes, Venezia, Berlino... o ai principali festival asiatici come Busan e Tokyo, ottenendo alcuni premi per le opere prime di giovani registi.
Dal collasso interno ai limiti globali
Il recente fenomeno dei "5 film vietnamiti in competizione durante le festività che hanno causato un collasso" è una chiara manifestazione di un mercato strutturalmente immaturo, dove le decisioni di produzione e distribuzione rimangono a breve termine, prive di regolamentazione e quasi del tutto sprovviste di una strategia comune.
Questo modo di operare è anche il motivo per cui il cinema vietnamita fatica ad aprirsi al mondo. Quando l'intero sistema di produzione cinematografica è progettato per massimizzare gli incassi interni in tempi brevi, ogni altro elemento — dallo sviluppo della sceneggiatura all'investimento approfondito, fino alla strategia di distribuzione internazionale — diventa secondario.
È evidente che i limiti globali del cinema vietnamita non risiedono nella mancanza di talento o di storie, ma nella struttura stessa del mercato interno.
Un sintomo evidente è l'esplosione massiccia di alcuni generi "di successo" in tempi brevi. Basta che poche opere abbiano successo perché l'intero mercato corra a replicare quella formula, riducendo al minimo i tempi di produzione per cavalcare l'onda.
Il cinema vietnamita di oggi si trova di fronte a un bivio impegnativo: continuare a sfruttare al massimo il mercato interno in rapida crescita o investire in una strategia a lungo termine per aprirsi al mondo? Queste due strade non si escludono a vicenda; il problema è come collegarle.
Dopotutto, un'industria cinematografica è veramente matura solo quando non si limita a conquistare il pubblico nazionale, ma è in grado di raccontare le proprie storie al mondo, nel modo in cui il mondo desidera ascoltarle. Solo allora il cinema vietnamita potrà ottenere un ruolo di rilievo sulla mappa mondiale.